Politiche per il Welfare - Alberto Morano: "oggi il sistema è discriminante"
In vista delle elezioni di domenica 5 giugno abbiamo chiesto a ciascun candidato sindaco alla città di Torino due riflessioni sul tema delle politiche per il Welfare e per il lavoro, l'immigrazione, l'emergenza profughi. Pubblichiamo le risposte di Alberto Morano, sostenuto dalle liste "Fratelli d'Italia, Lega Nord, altre". Leggi le interviste agli altri candidati sindaco

Domanda Voce del Popolo: Le casse del Comune sono in rosso, anche i servizi di assistenza alle fasce deboli stanno scricchiolando. Quali prospettive per il Welfare?
Alberto Morano: Il welfare comunale è congegnato male, finisce per discriminare chi ha davvero bisogno. Mancano risorse? Si comincino a razionalizzare i costi di 35 società partecipate, 80 enti e fondazioni culturali; si verifichino uno a uno i contratti delle forniture comunali che continuano a presentare aree di opacità, a cominciare dalla raccolta rifiuti gestita dalla controllata AMIAT.
Domanda della Voce del Popolo: Decine di migliaia di giovani senza lavoro a Torino, città in testa alla triste classifica della disoccupazione. Come intervenire?
Alberto Morano: Torino deve recuperare una solida base produttiva fondata sul manifatturiero ad alto valore tecnologico, con addetti di formazione superiore e redditi in grado di sostenere un progetto di vita solido e duraturo. La sinistra che governa da 30 anni ha puntato su costruzioni di bassa qualità e ipermercati, oltre che su una finta economia alternativa di cultura e spettacoli, finanziata a debito. Ecco i risultati: Torino è città più indebitata in Italia, ci sono 70 mila alloggi sfitti, 14 ipermercati in eccesso, la più alta disoccupazione giovanile del Nord e circa 300 mila persone povere o a rischio povertà. In 30 anni abbiamo perso il 25% della popolazione e metà della ricchezza relativa prodotta. Propongo patti per l’occupazione tra Comune e investitori: in cambio di sgravi fiscali e affitti a costo zero, la Città ottiene la riqualificazione dei siti industriali dismessi e di nuova occupazione.
Domanda della Voce del Popolo: "Immigrazione, accoglienza profughi, campi nomadi: le cronache descrivono una Torino in emergenza. Quale risposte nel suo programma di governo della città?"
Alberto Morano: "Premessa: a Torino il 15% della popolazione è composta da stranieri legalmente residenti. Altri ne arriveranno. Io credo nell’accoglienza ordinata, organizzata secondo legalità e costruita su progetti mirati alla persona e alla singola situazione. La società ha grandi capacità di integrazione attraverso il lavoro e regole valide per tutti. Di fronte all’illegalità, alla prepotenza e alle situazioni imposte con la forza si reagisce con gli strumenti di legge: con me Sindaco la vergogna del Moi sarebbe rientrata in poche ore".
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