Europa: unità o declino
Le prospettive del Vecchio Continente in attesa degli esiti sulla crisi della Grecia

Si parla di Europa. Finalmente qualcuno potrebbe obiettare. E si spera per non doverne celebrare il funerale. Per le analisi di dettaglio e di approfondimento rimandiamo ai commenti presenti sulle nostre testate, noi ci limitiamo a qualche considerazione su un’idea e un progetto che dopo settant’anni è ad un bivio epocale. Oggi più di prima, in considerazione di ciò che è accaduto, accade e accadrà in Grecia.
L'esito del referendum greco e il difficile accordo che si sta cercando di trovare tra l’Unione Europea e il paese del mediterraneo, certifica la sconfitta dell'establishment tecnocratico e politico che ha reso irriconoscibile il progetto europeo delle origini e anche un certo blocco populista che, dopo l’euforia iniziale riporta al punto di partenza la casella dell’emergenza. Questi movimenti pensano di poter cavalcare lo scontento diffuso per la crisi, mettendo a rischio sfascio l'Europa e il suo futuro. Certamente non va sottovalutata la flebile speranza sottolineata dal la possibile riforma dell’Unione quando la sovranità torna al popolo sia a livello nazionale che a quello comunitario; ma serve qualcosa di più e di nuovo.
Se l’Unione europea vuole ripartire, non deve voltarsi indietro citando, come una «litania» i nomi dei padri fondatori Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi, ma coglierne e aggiornarne gli orizzonti, il coraggio della sfida, di un mondo, nuovo, globale e molto più interdipendente e complesso di quello di sessant’anni fa. Qualche commentatore nei giorni scorsi ha ricordato una data importante che ha dato la stura ad una tendenza antieuropeista profonda e sottovalutata: il 30 maggio 2005 Francia e Olanda dissero un «no» solenne nel referendum sulla costituzione europea. Proseguire su nuove basi, oppure perire e dissolversi nell’arco di qualche lustro. Tenere presente il dolore, le sofferenze, i timori e l'angoscia della popolazione ellenica, è doveroso per cercare di cogliere le ragioni di un popolo oggi che potrebbe essere diverso in futuro. La risalita dell’Europa passa per la salvezza della Grecia.
Con il contributo di tutti, in particolare dei Paesi più forti e in seconda battuta da quelli più esposti alla risacca ellenica, si darebbe un senso di responsabilità continentale per non inoltrarsi in un oscuro e irrilevante gioco di tattiche nazionale, che nulla potrebbe contro i colossi mondiali che si muovono dall’Asia all’America. Ci potranno aiutare, nell’azione politica laica e plurale, le riflessioni dell’Evangelii Gaudium e la Laudato Sì. Le parole di papa Francesco potranno ispirare le generazioni future chiamate a guidare i processi inediti del nostro Paese e dell’Europa.
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