Una vita al servizio degli altri
Un ricordo della dott.ssa Rita Fossaceca avvenuta in Kenya

La morte violenta della dottoressa Rita Fossaceca avvenuta in Kenya (Africa) nei giorni scorsi, riporta ancora una volta alla nostra attenzione la dedizione e l’affetto che persone nobili e generose, hanno verso le popolazioni del Sud del Mondo che vivono in condizioni d’indigenza generale dove le speranze di una vita migliore sono affidate il più delle volte ad aiuti economici umanitari provenienti dall’estero.
La grande famiglia missionaria novarese si unisce al dolore della famiglia della cara Rita, a tutti i suoi colleghi dell’Azienda Ospedaliera di Novara e ai componenti dell’organizzazione umanitaria “For Life Onlus”, esprimendo il cordoglio del Centro Missionario Diocesano e delle realtà missionarie che nella nostra diocesi cercano di tener desta l’attenzione verso i popoli che vivono in condizioni sub umane, a loro si uniscono in preghiera tutti i missionari novaresi che lavorano in prima linea. Il romanticismo e la poesia della vita missionaria appartengono ad una letteratura desueta di un tempo passato; la promozione umana e l’evangelizzazione verso i più disagiati della terra è invece frutto di tanta fatica, tanto impegno e a volte anche sofferenza e dolore. Ricordiamo che nell’anno duemila il compianto don Carlo Masseroni – patriarca dei missionari novaresi - fu ferito da un colpo di pistola alla testa mentre svolgeva la sua attività in Burundi, nel cuore dell’Africa.
I missionari, siano essi volontari laici, religiosi o sacerdoti “Fidei Donum”, proprio perché esposti in prima persona nel loro servizio, vanno considerati quale espressione della parte migliore della società italiana. Preghiamo quindi affinché il sacrificio della dottoressa Rita possa far crescere una solidarietà autentica verso quei popoli particolarmente svantaggiati. Impariamo da queste testimonianze ad aprire i nostri cuori alle necessità del mondo intero per impegnarci nella costruzione di un mondo più umano e fraterno, fondato sulla giustizia e sulla solidarietà, facciamo nostre l’affermazione di Papa Francesco: “Chi non vive per servire non serve per vivere”.
Il cordoglio del vescovo di Novara mons. Brambilla:
“Alla violenza disumana, che fa breccia improvvisamente nelle nostre vite e colpisce al cuore i nostri affetti più cari, allo sconforto e al dolore che ne segue, prego perché prevalga, per quanto difficile, la speranza. E, con essa, il desiderio di bene che è in ciascuno di noi. In un luogo martoriato, com'è il continente africano, Rita lavorava per creare e dare amore, fiducia e speranza a tante persone, soprattutto, a quei bimbi dell’ orfanotrofio di Mijomboni, per i quali l’esistenza sembrava già segnata, ma a cui l'indimenticabile Rita invece ha donato tutta se stessa. ….non disperdiamo questo patrimonio che Rita ci lascia e che brilla oggi più che mai negli occhi di quei bimbi kenyoti per i quali si è spesa con tutta se stessa”.
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