Concilio pan ortodosso: si terrà a Creta dal 16 al 27 giugno
Un incontro molto importante per il futuro della chiesa e del dialogo ecumenico

C’è la data e il luogo: il Concilio pan ortodosso si terrà a Creta dal 16 al 27 giugno. È quanto hanno deciso i primati delle Chiese ortodosse riuniti dal 21 al 28 gennaio in Sinassi a Chambésy, nel centro ortodosso del patriarcato ecumenico vicino a Ginevra. Nel comunicato diffuso oggi, si annuncia l’accordo parlando di una scelta a cui si è arrivati in spirito “apostolico di professare la verità nella carità”, nella “concordia e comprensione”.
Alla Sinassi hanno partecipato i patriarchi Bartolomeo del patriarcato ecumenico, Teodoro di Alessandria, Teofilo di Gerusalemme, Kirill di Mosca, Ireneo di Serbia, Daniel di Romania, Neofito di Bulgaria, Elia di Georgia, Chrysostomo di Cipro, Anastasios di Albania e l’arcivescovo Rastislav di Cechia e Slovacchia. Non hanno potuto partecipare per ragioni di salute il patriarca Giovanni X di Antiochia e il metropolita Sava di Polonia.
L’arcivescovo Geronimo di Atene e di tutta la Grecia non era presente ai lavori per ragioni “personali”. Tuttavia erano presenti delegazioni delle tre Chiese ortodosse. I primati invitano “ardentemente alla preghiera” tutti i membri dell’ortodossia nel mondo per tutto il periodo di preparazione da qui al Concilio. Nel comunicato si enunciano anche i “temi” che verranno presi in esame e adottati durante il Concilio: la missione della Chiesa ortodossa nel mondo contemporaneo; la diaspora ortodossa, l’autonomia e la maniera di proclamarla; il sacramento del matrimonio e i suoi impedimenti; l’importanza del digiuno e la sua applicazione oggi e le relazioni della Chiesa ortodossa con il resto del mondo cristiano.
I primati hanno anche discusso e definito l’istituzione di un segretariato panortodosso, le regole interne del Concilio, la partecipazione degli osservatori non ortodossi alle sessioni di apertura e chiusura, così come i costi finanziari relativi al Concilio. Nel comunicato, i primati esprimono alla fine il loro sostegno ai cristiani perseguitati in Medio Oriente e la loro preoccupazione “costante” per i due metropoliti Paul Yazigi del Patriarcato di Antiochia e Gregorios Yohanna Ibrahim dell’arcidiocesi siriaca che sono stati rapiti.
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