Una marcia interreligiosa per la pace. Sabato 19 marzo a Cuorgnè
Una manifestazione per “scoprire quali sono le ragioni che ci uniscono e non quelle che ci dividono”.

“Bisogna guardare più a ciò che ci unisce che a quello che ci divide”. E’ un pensiero ripetuto più volte da Papa Francesco, che troviamo anche nella Pacem in Terris, l’ultima Enciclica pubblicata da Papa Giovanni XXIII nel 1963.
La pace, la fratellanza e la convivenza sono possibili, anche se si professano religioni diverse, ma crediamo nello stesso Dio. Questa è l’idea che ha spinto, dopo i tragici fatti di Parigi, don Ilario Rege Gianas e tutto il Consiglio Pastorale della parrocchia San Dalmazzo Martire di Cuorgnè, a farsi promotori dell’iniziativa. Il coordinamento è del diacono Roberto Ronchetto.
All’invito a partecipare alla Marcia interreligiosa per la Pace hanno risposto con entusiasmo Musulmani, Ortodossi, Evangelici Battisti. Durante la manifestazione verrà letto un messaggio della comunità Ebraica che, pur aderendo, non potrà partecipare a causa dello Shabbat. Saranno presenti anche tutte le associazioni operanti nel territorio e le scuole di ogni ordine e grado.
La manifestazione si terrà a Cuorgnè, in zona “ponte vecchio”, sabato 19 marzo a partire dalle ore 14,30 e sarà aperta dalla banda musicale. Sul palco allestito in piazza Martiri della libertà si alterneranno gli interventi degli ospiti a momenti di animazione teatrale curata dai ragazzi dell’oratorio.
Introdotti dal moderatore, diacono Giorgio Agagliati, i responsabili delle comunità religiose leggeranno ciascuna un documento sulle motivazioni alla partecipazione e sul valore della pace. Interverranno: il Pope Ortodosso Dumitru Babula, il Presidente della Confederazione Islamica Italiana Mustapha Hajraoui, il Pastore della Chiesa Evangelica Battista Sandro Spanu, il Parroco di Cuorgnè Don Ilario Rege Gianas. Verrà letto anche il messaggio della comunità Ebraica ed il sindaco terrà un discorso.
Dopo il canto GEN “Semina la Pace” eseguito dalla cantoria parrocchiale, bambini e ragazzi lanceranno i palloncini. All’indirizzo e-mail marcia.della.pace.cuorgne@gmail.com è possibile inviare i messaggi di pace che verranno applicati ai palloncini. “Speriamo che arrivino lontano - hanno dichiarato gli organizzatori - e che chi raccoglierà il messaggio, risponda all’invito di mandare un commento. Così sapremo fino dove il vento ha portato la pace”.
La manifestazione si chiuderà circa alle 17.30 con un canto preparato dai ragazzi. La marcia sarà allietata dalle musiche della banda di Cuorgnè e durante il percorso verranno lette tutte le riflessioni che i ragazzi hanno inviato al comitato organizzatore. Alcuni giovani animeranno la marcia con dei bans a tema. Verranno anche offerti tè e pasticcini a tutti i partecipanti.
Per ricordare la marcia verrà piantato un alberello di ulivo nel parco giochi di via Braggio e verrà posata una targa ricordo con la traduzione in cinque lingue della frase scelta dalla selezione di quelle che ci sono pervenute. La frase scelta è stata composta dalla classe 5° elementare di Priacco, piccola frazione di Cuorgnè: “La Pace non è solo assenza di guerra; è amare, accogliere, condividere”.
Ecumenismo e dialogo
archivio notizie
Santo Sepolcro, restauro ecumenico
A Gerusalemme il 22 marzo una liturgia di tutte le confessioni per celebrare la fine dei lavori all'"edicola" che ricopre la tomba di Gesù. I pellegrini in Terra Santa per Pasqua troveranno la struttura finalmente libera dai ponteggi
Da muri a ponti, ecco l'ecumenismo dei giovani
Nella Settimana di preghiera per l'Unità dei cristiani i giovani si sono riuniti nella chiesa del Ss. Nome di Gesù in corso Regina Margherita per chiedere il dono dell'unità contro i "muri" di oggi. La foto gallery dell'incontro
Musica per l'ecumenismo, ripartire dal salterio
Nei precedenti post ho segnalato alcune ragioni storiche che favorivano la permanenza di tratti comuni nella musica di diverse confessioni; ora proporrò alcuni elementi concreti che venivano condivisi da diverse denominazioni
Assisi. Il Papa: non soffochiamo il grido di pace dei sofferenti
Ad Assisi il Papa invita a non chiudere l’orecchio al grido del povero, grido che troppo spesso tendiamo a “spegnere, come si spegne la TV con il telecomando”, ma a pregare e restare vicini a chi soffre.