Beinasco, via libera a un nuovo polo produttivo
Intervista al sindaco Maurizio Piazza del centro urbano alle porte di Torino. Prosegue il racconto della cintura del nostro territorio diocesano

Negli anni Novanta nel quartiere le Fornaci di Beinasco nacque il primo centro commerciale dell'area metropolitana torinese che, ancora oggi, è il secondo insediamento commerciale per dimensioni e negozi in attività, dopo le Gru di Grugliasco.
A oltre vent'anni di distanza da quel primo nucleo, una parte dello sviluppo cittadino ruota ancora attorno al grande centro destinato al commercio: «Beinasco non ha perso la vocazione della produzione e dell’insediamento di attività, un patrimonio che va salvaguardato perché crea posti di lavoro e attività utili ai cittadini». È il giudizio del sindaco, Maurizio Piazza, che aggiunge: «Ho apprezzato la presa di posizione dell'Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia sulle aperture dei centri commerciali nei giorni festivi: sono luoghi che comunque segnano l'identità del territorio, ma dev'essere tutelato il tempo da dedicare alle famiglie e alle relazioni sociali».
Sindaco Piazza, sembra che lo sviluppo dell'area delle Fornaci proseguirà...
Un grande operatore francese del settore alimentare, prodotti ortofrutticoli e caseari, aprirà qui nei prossimi mesi un'attività, in un terreno destinato all'insediamento dal Comune, vicino all'attuale area commerciale. È un caso in cui la Città può favorire l'insediamento di realtà produttive con destinazione d’uso loro funzionale delle aree appetibili per le aziende.
A dieci minuti di Tangenziale, nel Comune di Nichelino, a fine 2017 dovrebbe aprire Mondo Juve, che si annuncia come un altro mega centro commerciale. Un insediamento eccessivo?
Non giudico la politica di altri Comuni e di aziende private che hanno investito in quell'area. Sarebbe un tema da governo del territorio della Città metropolitana. Beinasco ha dalla sua parte la tradizione di polo commerciale affermato e oramai riconosciuto.
Non solo Fornaci. Si può dire che Beinasco è nata negli ultimi cinquant’anni, passando da 5 mila abitanti (1961) agli oltre 18 mila registrati nel 2011, quali periferie della cittadina sono ancora oggi in trasformazione?
In generale negli ultimi vent'anni le trasformazioni urbane hanno interessato tutti i quattro quartieri storici di Beinasco: Borgarettto negli anni Novanta (con i Piani di rigenerazione urbana), poi Beinasco centro, via Mirafiori negli anni 2000 e più recentemente Borgo Melano.
Ora il Bando periferie permetterà, quando finanziato, nuovi interventi. Quali?
L'importo complessivo delle opere presentate è di 1,8 milioni di euro: c'è l'asse viario di strada Torino (un'ex strada provinciale la cui sola riasfaltatura porta via 300-400 mila euro) con interventi su marciapiedi, arredi e illuminazione; qualche lavoro a Borgaretto su viabilità e parcheggi e interventi di consolidamento della sala consiliare, ospitata nei locali dell'ex confraternita di Santa Croce.
L’allarme nazionale sulla disoccupazione giovanile tocca anche Beinasco?
È sicuramente uno dei temi all’ordine del giorno e molto presente all’amministrazione Comunale. Preoccupa in particolare la perdita del lavoro da parte dei lavoratori oltre i cinquant’anni, che molto difficilmente vengono ricollocati nelle realtà produttive e hanno spesso famiglie da mantenere.
In che modo intervenite?
Nelle politiche passive sul lavoro finanziamo in proporzione alla nostra popolazione forse la quota più alta dell’intera area metropolitana di borse lavoro, cantieri occupazionali e altre misure simili. Sono politiche realizzate attraverso voucher o contributi temporanei, coinvolgono 40-50 persone all’anno per una spesa di 150 mila euro circa. Gli importi sono di piccola entità, ma spesso servono a mantenere una casa (un affitto calmierato nelle case popolari) e consentono a queste persone di non sprofondare in una situazione ancora più drammatica.
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