A Torino il Festival del lavoro: molte idee per un futuro da costruire insieme
Nei giorni del G7 nel capoluogo piemontese il confronto sulle prospettive reali e dinamiche dell'occupazione attraverso la lente di ingrandimento dei Consulenti del lavoro

Al Lingotto Fiere di Torino è in corso l’ottava edizione del Festival del Lavoro, manifestazione promossa dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro e dalla Fondazione studi. Il filo conduttore della kermesse il il lavoro 4.0 e le sue trasformazioni sulla società. Tre giorni di dibattiti e confronti su come governare l’occupazione e tutelare le nuove generazioni, parlando di welfare e previdenza, delle competenze e professionalità richieste dal mercato dopo la digitalizzazione del lavoro.
Gli aspetti più tecnici delle ultime novità normative si affrontano negli spazi della Fiera torinese nelle ‘aule del diritto’ e le tematiche di più stretta attualità nei ‘laboratori di lavoro’. Le nuove collaborazioni coordinate e continuative, i nuovi ammortizzatori sociali, il lavoro agile, il distacco transnazionale sono alcuni dei temi trattati. Molti interessanti i risultati delle indagini condotte dall’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro come quella sull’impatto della quarta rivoluzione industriale sulla domanda di professioni.
Molti gli ospiti istituzionali, oltre alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, e al presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, il presidente dell’Inps Tito Boeri, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Luigi Di Maio e Silvio Berlusconi. “Abbiamo scelto il Lingotto nonostante qualche avvisaglia di problemi di sicurezza. Lingotto- ha spiegato Rosario De Luca, presidente Fondazione Studi – e continueremo a lasciare aperta al pubblico la nostra manifestazione che si rivolge innanzitutto alla società affrontando un tema di interesse generale come appunto è il lavoro”.
Sempre al Festival di Torino è stato presentato dalla Fondazione De Gasperi, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, il progetto Unione Europea: Storia di un’amicizia, qualche contrasto e molte opportunità, che si propone una riflessione sull’Unione Europea partendo dalla sua nascita vista come una storia di amicizia tra i Padri europei – Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman – per arrivare ad alcune considerazioni sui dubbi e le difficoltà attuali attraverso un incontro–dibattito con le scuole e il pubblico. L'inchiesta, realizzata da Eurobarometro, ha evidenziato che il 31% dei cittadini europei non conosce nemmeno una delle istituzioni comunitarie. Molti, oltre a ignorare le motivazioni del processo di integrazione e le tappe storiche che lo caratterizzarono, avvertono il tema come un elemento lontano dalla loro vita quotidiana, mentre, al contrario, esso rappresenta lo spazio politico all’interno del quale vivono e che dovrebbe fornire risposte alle loro aspettative di pace e di benessere.
L’incontro al quale hanno preso parte Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro; Maria Romana De Gasperi, Presidente onorario della Fondazione De Gasperi; Gian Maria Gros-Pietro, Presidente diIntesa Sanpaolo; Valeria Fargion, professore associato dell’Università degli studi di Firenze; Alberto Martinelli, professore Emerito dell’Università degli studi Milano, moderati da Matteo Villa, Research Fellow dell’ISPI. si è tenuto contestualmente con l’esposizione della mostra itinerante Unione Europea, storia di un’amicizia. Adenauer, De Gasperi e Schuman, realizzata per fare conoscere le figure di De Gasperi, Adenauer e Schuman alle nuove generazioni europee, fornendo come chiave di lettura della nascita dell’Unione Europea il rapporto tra i tre statisti e proponendo spunti di riflessione su contesti e contenuti della storia comune europea. All'incontro dibattito hanno partecipato
I ragazzi delle scuole presenti numerosi in sala hanno ascoltato con trasporto e partecipazione le parole di Mara Romana De Gasperi, la figli di Alcide. “Fatela voi, l’Europa, ragazzi, fatela voi!” ha affermato con convinzione richiamandosi all'esperienza del padre.
Nel suo breve intervento Maria Romana De Gasperi ha ricordato come l’unità europea deve essere prima di tutto un’unità di spiriti, desideri e passioni. Federico Chabod, uno dei più grandi storici del ‘900, nel ’43 – ‘44 tenne all’ Università di Milano un corso sulla Storia dell’idea di Europa Chabod pensava che l’Europa non potesse essere costituita soltanto da lobby economico finanziarie ma che dovesse avere dentro di sé valori morali e culturali i quali, soli, le avrebbero garantito il futuro. Un’Europa con una storia e un’anima, un’Europa custode di valori su cui poggiare la nostra intera civiltà.
Bello anche il dono dell'Istituzione regionale. Nino Boeti, vice presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, ha consegnato alla signora De Gasperi una litografia di Palazzo Lascaris realizzata dal Maestro Giacomo Soffiantino.
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