Quando la scienza aggredisce la vita
La manipolazione degli embrioni in Cina solleva preoccupanti questioni etiche

Il vasto campionario delle virtù e dei vizi umani si manifesta in tutte le categorie della vita e riflette le diverse inclinazioni naturali degli individui, il diverso interesse e modo di intendere le questioni morali. Una su tutte: la sacralità della vita, dal suo inizio alla sua fine, e la sua integrità, che, per ipocrisia o per malcelata furbizia o ignoranza, vengono fatte passare per condizioni imposte dal cristianesimo. In realtà, come sappiamo, si tratta di principi umani che si sono progressivamente plasmati nella coscienza dell’uomo nel corso della sua storia evolutiva. Basta rileggere il «Giuramento di Ippocrate», redatto ben circa 500 anni avanti Cristo, per capire come il rispetto per la vita e la tutela della sua integrità fossero centrali e prioritari nella coscienza umana. Non fa dunque impressione constatare l’esistenza, anche nel mondo scientifico, degli stessi vizi e delle stesse virtù nell’ampio scenario delle menti umane e delle loro relative inclinazioni. Non stupisce quindi che, nel nome della “purezza” della scienza e dei suoi indiscutibili obiettivi, per taluni scienziati tutto debba essere sacrificato ad essa e ogni valore scomparire, in quanto subordinato alla priorità del progresso scientifico e tecnologico.
Ecco dunque alzarsi la mano di costoro contro ogni tabù morale e aggredire ogni spazio della vita umana, considerata soltanto come involucro biologico. In questo senso va inteso anche il tentativo dei ricercatori cinesi dell’Università Sun Yat-sen di Guangzhou.Ma il quesito di legittimità che pone il loro gesto, così come ormai molti altri nel mondo scientifico, è affrontabile? Esistono argomenti oggettivi per stabilire una linea precisa, capace di relegare tale gesto nell’ambito di categorie di comportamento proscrivibile, come i vari modi di utilizzo abusivo e indiscriminato dei mezzi scientifico-tecnologici e di disprezzo della vita, che paiono seguire una deriva più orientata verso il tragico comportamento dei tagliagole che non rivolta a perseguire il bene dell’uomo? Il problema di legittimità dell’azione dei ricercatori cinesi va affrontato nei termini della risposta al dilemma, ormai datato, che riguarda il valore della vita umana, il principio dell’essere “persona” ed esserlo fin dall’origine del concepimento.
leggi l'articolo completo su «il nostro tempo» di domenica 17 maggio
Attualità
archivio notizie
La biblioteca personale di Carlo Donat-Cattin
La riunificazione di migliaia di volumi per continuare a studiare, vita, pensiero e azione politica del leader democratico cristiano in vista del centenario della nascita
Meditazione sul Crocifisso
La riflessione dello psichiatra e psicoterapeuta per il Venerdì Santo 2016. Perchè interrogarsi fino in fondo
Chiesa e mass media, un'alleanza necessaria
Parte il Master di Giornalismo voluto da mons. Nosiglia per operatori pastorali e della comunicazione