Ospedale infantile, Progetto Scuola «Integrata»
Il Progetto Sperimentale di Scuola in Ospedale Integrata, ideato e promosso dalla Fondazione Giovanni Agnelli, con la collaborazione del reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Infantile Regina Margherita (Oirm), dell’Usr Piemonte e delle unità di scuola ospedaliera dell’Oirm aiuta i giovani in cura per proseguire e completare gli studi

Quando un bambino o un ragazzo si ammalano gravemente sono costretti a restare molti mesi lontani da scuola, rischiando di perdere il contatto con i propri compagni, i propri insegnanti, il proprio quotidiano fatto di abitudini semplici, mai superflue. In molti ospedali il Ministero dell’Istruzione offre un servizio di Scuola in Ospedale con docenti dedicati, che comunque non può restituire al ragazzo malato il rapporto con i suoi compagni e i suoi insegnanti. Se un ragazzo malato riesce a tenere contatti frequenti con i compagni ne ricava benefici scolastici e piscologici, con la possibilità di trovare anche risorse e motivazioni per affrontare la malattia e le cure: oggi sta diventando possibile attraverso le nuove tecnologie, collegamenti on line per seguire a distanza lezioni e attività scolastiche; un progresso possibile se gli insegnanti della scuola di appartenenza e quelli di Scuola in Ospedale imparano a coordinarsi.
Da questa forte presa di coscienza nasce il Progetto Sperimentale di Scuola in Ospedale Integrata, ideato e promosso dalla Fondazione Giovanni Agnelli, con la collaborazione del reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Infantile Regina Margherita (Oirm), dell’Usr Piemonte e delle unità di scuola ospedaliera dell’Oirm. Il progetto presentato nei giorni scorsi da Franca Fagioli (direttore oncoematologia pediatrica e centro trapianti Oirm), Andrea Gavosto (direttore Fondazione Giovanni Agnelli), Fabrizio Manca (direttore generale Usr Piemonte) e Gian Paolo Zanetta (direttore generale Città della Salute e della Scienza), ha il supporto di Econocom Italia, che fornisce gratuitamente tutta la strumentazione tecnologica necessaria e l’assistenza volontaria dei tecnici informatici di Exor Spa.
Parla per esperienza personale Marco Gioannini della Fondazione Agnelli, ideatore del progetto, quando racconta la sua storia: «Mio figlio Tommaso è stato il primo a fare lezione via Skype in questo reparto del Regina Margherita, alternando le lezioni con i docenti dell’ospedale a quelli della sua classe del liceo classico Alfieri. Per lui fu un’esperienza fondamentale, sia da un punto di vista didattico che relazionale. Il fatto di poter interagire con i compagni di classe ha un impatto psicologico fortissimo sull’adolescente malato, che deve trovare le risorse per affrontare questa situazione».
L’iniziativa ha preso ufficialmente avvio durante lo scorso anno scolastico, nel marzo 2015, con una prima fase ‘pilota’ che ha visto la partecipazione di due studenti delle superiori, una studentessa delle medie, un alunno della primaria. I ragazzi, tutti colpiti da patologie oncologiche, hanno potuto virtualmente vivere la quotidianità della propria classe - sia durante i periodi di degenza in ospedale, sia a casa in convalescenza o in attesa di nuove terapie - grazie ai tablet donati dal progetto e a un collegamento via Skype. Nell’anno scolastico 2015-16 il progetto proseguirà presso il Regina Margherita.
Attualità
archivio notizie
La biblioteca personale di Carlo Donat-Cattin
La riunificazione di migliaia di volumi per continuare a studiare, vita, pensiero e azione politica del leader democratico cristiano in vista del centenario della nascita
Meditazione sul Crocifisso
La riflessione dello psichiatra e psicoterapeuta per il Venerdì Santo 2016. Perchè interrogarsi fino in fondo
Chiesa e mass media, un'alleanza necessaria
Parte il Master di Giornalismo voluto da mons. Nosiglia per operatori pastorali e della comunicazione