Sanità, torna il sereno fra Roma e Torino

Segnali di favore al Piano di risanamento dell'assessore Antonio Saitta. Il prospetto di riorganizzazione degli ospedali piemontesi è pronto, sta montando la polemica sui tagli, ma il Governo intende spingere sull'acceleratore. L'obiettivo: rientrare nei budget di bilancio già nel 2015

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Sanità, torna il sereno fra Roma e Torino

Sembra stia tornando il sereno fra Roma e la Regione Piemonte, che nei mesi scorsi era a un passo dal commissariamento del comparto Sanità. Giovedì 20 novembre l’assessore Antonio Saitta è rientrato di buon umore dalla capitale, incoraggiato dal primo informale via libera incassato dal Governo (Tavolo Masacci) rispetto al piano di risanamento finanziario e alla riorganizzazione della rete ospedaliera piemontese. I costi della Sanità locale sono a livelli insostenibili: 8,3 miliardi di euro nel 2014, circa 300 milioni di sforamento rispetto al budget concesso dal Governo. Il piano dell’Amministrazione Chiamparino punta a razionalizzare i servizi e il personale per rientrare nel budget già nel 2015.

«Per la prima volta –ha detto Saitta – sono stati espressi giudizi positivi sul lavoro che la Regione Piemonte sta svolgendo: a luglio avevamo ricevuto le ultime dure accuse di inadempienza riferite alla Giunta Cota, oggi torniamo da Roma con le prime parole di apprezzamento per l’Amministrazione Chiamparino e  non possiamo che essere soddisfatti e confortati». L’obiettivo per il 2015 è portare i costi a 7,9 miliardi euro, con avanzo di 100 milioni da destinare a investimenti. Nel 2016 si scenderà è 7,75 miliardi (150 milioni per investimenti), nel 2017 a 7,7 miliardi (150 milioni per investimenti).

Di definitivo non c’è ancora nulla. Esiste una delibera della Giunta Chiamparino (19 novembre) che riordina gli ospedali, in parte trasferendo servizi da una sede all’altra, declassando alcune sedi a vantaggio di altre che diventeranno poli di riferimento. Le polemiche sugli ospedali destinati a ridurre i proprio servizi (Carmagnola, Susa, Cuorgnè…) sono tornate sulle prime pagine dei giornali, accadeva già ai tempi del presidente Cota che per primo abbozzò la riforma. Un forte timore che i tagli penalizzino la qualità e, soprattutto, la capillarità della rete sanitaria continua ad agitare gli operatori sanitari e le associazioni del comparto assistenziale. Sono prevedibili settimane di aspro dibattito in attesa della convalida del Governo che, secondo Saitta, è intenzionato a fare in fretta: “il prossimo incontri di verifica era previsto a febbraio 2015, invece è stato deciso di anticiparlo a dicembre”.

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Questione di primissimo piano è la rimodulazione della rete dei servizi di pronto soccorso ospedaliero. Per gli interventi di emergenza il Piemonte sarà diviso in 6 quadranti, ciascuno dei quali avrà un ospedale di riferimento per il Dea - Dipartimento di emergenza e accettazione di secondo livello (alta specializzazione) , 3-4 ospedali con Dea di primo livello, 1-2 ospedali con pronto soccorso di base, ulteriori centri di pronto soccorso senza struttura ospedaliera. Il quadrante Torino Nord avrà il Dea di II livello all’ospedale San Giovanni Bosco; il Dea di I livello all’ospedale Maria Vittoria e negli ospedali di Ivrea, Chivasso, Ciriè; un pronto soccorso di base a Gradenigo; un pronto soccorso semplice a Cuorgnè. Il quadrante Torino Sud Est avrà il Dea di II livello alle Molinette; il Dea di I Iivello a Chieri e Moncalieri; un pronto soccorso base a Carmagnola. Il quadrante Torino Ovest avrà il Dea di II livello all’ospedale Mauriziano; il Dea di I livello a Rivoli, Pinerolo, San Luigi di Orbassano e (forse) l’ospedale Martini.

Il quadrate Piemonte Nord-Est avrà il Dea di II livello all’ospedale Maggiore di Novara; il Dea di I livello a Borgomanero, Vercelli, Biella e Domodossola oppure Verbania; il pronto soccorso base a Domodossola oppure Verbania. Il quadrante Piemonte Sud-Ovest avrà il Dea di II livello all’ospedale Santa Croce di Cuneo; il Dea di I livello a Savigliano, Alba e, forse , Mondovì; il pronto soccorso base a Bra e Saluzzo; il pronto soccorso semplice a Ceva. Il quadrante Piemonte Sud-Est avrà il Dea di II livello all’ospedale Ss. Antonio e Biagio di Alessandria; il Dea di I livello ad Asti, Novi Ligure e forse Casale Monferrato; il pronto soccorso base ad Acqui Terme e Tortona; il pronto soccorso semplice a Ovada.

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